Il Mondo di Eugenio Tomiolo (E.T.)

Scritti vari


"Luce e colore"

La pittura di colore non è tonale, escludiamo la scoperta di Giorgione e cerchiamo di ottenere un quadro che abbia una assoluta mancanza di chiaro-scuro pur avendo evidente il "voltar delle forme", cioè tono.

E' impossibile che un rosso sia più chiaro di un giallo; se questo sembra è perché quel rosso ha in sé tanto bianco da superare il giallo. I bianchi in luce sono azzurri, in penombra, bianchi, in ombra, gialli.

La luce arriva qui in questo mondo buio, circola, sbatte, rimbalza, si riflette, gioca meravigliosamente con gli oggetti, ma tutto ciò che è da lei rivelato, è di natura diversa da essa luce; è notturno, terrestre, opaco, doloroso. Il peso e gli attriti non hanno una vita felice; solo la luce, fluido regale proveniente da un altro mondo, ci da la suprema illusione che lei stessa sia extra-terrestre.

Tutto vive dell'essenza intima della luce, così la pittura. L'idea della morte, che è umana e terrestre, incontrandosi con la luce, che è cosmica, determina un'infinita modalità di espressioni ed una grande certezza, quella della santità del dolore.
Dolore come fiore della Morte. Dolore come significato morale cioè come certezza di realtà oltre l'apparenza superficiale delle vicende e degli gli scambi nella vita.

Mezzi: il colore dipinto secondo una logica realizzatrice di forme, basato sull'avanti-indietro, cioè sulla profondità (prospettiva), realizza la luce che è poi l'elemento naturale che permette la percezione degli oggetti attraverso la vista. Quindi il mezzo espressivo della pittura non è che uno: il colore per realizzare la luce, sintesi ultima di spiritualità. Tutto ciò che in pittura non è realizzato come luce non ha ancora raggiunto la purezza espressiva.

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